Con la conferenza di venerdì 3 luglio, tenuta da Giovanni Damiani sul tema della qualità e della gestione delle acque in Abruzzo, si è chiusa la sessione estiva del ciclo della Conferenza dei dodici. Nonostante l’incontro si sia protratto oltre l’orario di chiusura, molti aspetti sono stati solo marginalmente affrontati, a conferma della necessità di tempi di discussione sicuramente più dilatati utili e necessari per approfondire in modo esauriente gli argomenti trattati. Nella sua relazione, Damiani ha comunque avuto modo di mettere in evidenza questioni particolarmente critiche del consumo dell’acqua, dalla sua disponibilità sull’intero pianeta fino al il suo spreco, massiccio nei paesi industrializzati. Dopo aver ribadito la necessità che in questa materia l’approccio deve essere di tipo ecologico e non utilitaristico (l’acqua potabile è solo uno delle manifestazioni dell’acqua), si è intrattenuto essenzialmente su due questioni:
- la proprietà dell’acqua potabile, ribadendo che questa appartiene a tutta la comunità , che il gestione deve essere la migliore possibile (pubblica o privata che sia) ma che il governo deve essere pubblico;
- la differenza tra acqua pura e acqua potabile, con un’ampia disamina della qualità delle acque minerali.