8 punti irrinunciabili
1. Applicare il principio di precauzione per l’acqua potabile – In via precauzionale, chiudere l’approvvigionamento d’acqua potabile dai pozzi e dai potabilizzatori interessati dalla diffusione degli inquinanti. Venga data priorità assoluta ed effettiva al risanamento delle perdite dalle reti idriche, dal momento che la dotazione idrica esistente è largamente sufficiente per l’intera popolazione e per le attività servite.
2. Informazione al pubblico – Perseguire l’informazione al pubblico come patrimonio fondamentale della democrazia e allo scopo di evitare l’instaurarsi di psicosi. Per cominciare, quindi, diffondere tutti i dati consentiti relativi alla discarica nonché quelli dell’acqua potabile. Il gestore delle reti (ACA spa) renda noti costantemente, anche tramite internet, tutti i risultati delle analisi effettuate per i controlli.
3. Conoscere e valutare prima di agire per l’obbligatoria e totale bonifica di tutte le aree inquinate dalla chimica a Bussi – Le azioni discendano quindi da un’adeguata base conoscitiva;le decisioni prese nella trasparenza e con partecipazione delle istituzioni locali, delle associazioni e di cittadini.
4. Attivare le migliori competenze esistenti su scala europea, nazionale e locale – Il livello scientifico, tecnologico e professionale da dispiegare per questa emergenza, deve essere al massimo livello, date le dimensioni, la vulnerabilità dell’area, le conseguenze possibili, e la possibile durata della contaminazione. Gli interventi, tuttavia, non possono né devono essere delegati escludendo le risorse locali degli Enti abruzzesi interessati (Provincia, ASL, ARTA ecc.).
5. Agire su tutta l’area effettivamente contaminata – L’estensione dell’area interessata alla bonifica comprende non solo la discarica abusiva di cui tanto si parla, ma anche l’area dello stabilimento. Interventi parziali, quindi, non sono consentibili in quanto sarebbero non solo insufficienti, non risolutivi ma potrebbero aggravare i danni o complicare la situazione già gravissima.
6. Analisi epidemiologica – Venga coinvolto l’Istituto Superiore di Sanità per la conduzione di uno studio epidemiologico secondo i metodi propri dell’epidemiologia ambientale, a partire dall’area vasta di Bussi (come già avvenuto per altri siti inquinati di interesse nazionale), con la finalità di valutare l’impatto sanitario della residenza nelle aree coinvolte dall’inquinamento e il successivo beneficio associato agli interventi di bonifica
7. Incarico all’Istituto Superiore di Sanità – Incaricare l’Istituto Superiore di Sanità a svolgere uno studio sull’analisi del rischio ambientale per tutta l’area direttamente o indirettamente interessata dalla contaminazione
8. Danno ambientale - Venga affrontato il problema del danno ambientale sia per l’azione risarcitoria che per la compensazione alle comunità locali.
