10 suggerimenti
Il decalogo di suggerimenti
Il documento completo in area download, pagina “I documenti”
1. Vogliamo l’acqua pura
2. Eliminare le perdite idriche
3. Contabilizzare le erogazioni
4. Controllo pubblico sul servizio fornito alla Città
5. Trasparenza
6. Ricostruire un clima di fiducia
7. Usi appropriati
8. Risparmio, riuso, riciclo
9. Bonifica ambientale dei siti contaminati
10. Riqualificazione e disinquinamento del Fiume
Leggi di seguito il dettaglio
1. Vogliamo l’acqua pura – La qualità delle acque destinate al consumo umano a Pescara può – e, quindi DEVE ESSERE – indiscutibilmente buonissima, priva di contaminanti di sintesi chimica. Vogliamo quindi acqua pura … e non acqua che esca da un depuratore!
2. Eliminare le perdite idriche – Promuovere, con urgenza, un programma di effettivo, capillare, di risanamento delle perdite idriche dalle reti acquedottistiche, con l’obiettivo di ridurle, entro 10 anni, al di sotto della soglia del 5%. Attualmente l’entità di tali perdite non è calcolabile ma si può stimare che superino largamente il 50% e che possano raggiungere il 70% in Val Pescara. E’ un atto dovuto per il risparmio della risorsa idrica pregiata, ma anche per la sicurezza e la tutela della salute pubblica. Le tubazioni nuove dovranno essere fatte di materiali di primissima qualità (acciaio inox) e le pose in opera assolutamente perfette.
3. Contabilizzare le erogazioni – Acquisire, finalmente, il controllo dei quantitativi di acqua addotti in Città e di quelli erogati, eliminando per sempre le perdite cosiddette “amministrative” che nascondono sprechi, privilegi clientelari ed allacci abusivi.. Tutta l’acqua dev’essere in ogni caso contabilizzata! Se poi vi sono casi in cui la distribuzione vorrà essere gratuita ( es. ospedale, fontane pubbliche, case di riposo, scuole, asili ecc…), si decida pure politicamente la gratuità ma nella trasparenza e sempre contabilizzando l’acqua erogata. Viceversa si resterebbe per sempre nell’assenza di controllo e nell’impossibilità di governo della risorsa.
4. Controllo pubblico sul servizio fornito alla Città – Istituire, presso il Comune di Pescara, una apposita struttura che operi il controllo sulle forniture dell’acqua (qualità/quantità e rispetto della normativa), sulla gestione del sistema fognario e sulla efficacia/efficienza della depurazione delle acque di scarico. I risultati vengano trasmessi annualmente al Consiglio Comunale e resi accessibili alla popolazione.
5. Trasparenza – Ttutte le analisi relative all’acqua devono essere poste, in tempo reale, a disposizione del pubblico, a richiesta e/o attraverso un sito internet. Basta con le gestioni occulte: l’ACA fornisca rapporti aziendali completi periodici e garantisca la massima trasparenza delle scelte.
6. Ricostruire un clima di fiducia – Riconsegnare autonomia e autorevolezza agli organismi tecnico-scientifici impedendo nomine partitiche ma solo competenze qualificate e libere.
7. Usi appropriati – Le acque trattate dai filtri e dai depuratori vengano destinate, anziché al consumo umano, per usi non potabili (reti duali). Estendere e completare le reti duali esistenti e consentire alle famiglie ed alle aziende di allacciarvisi, a prezzo politico.
8. Risparmio, riuso, riciclo – Avviare un programma di gestione sostenibile delle acque basata anche su strategie di riutilizzo ( es. delle acque trattate dal depuratore per l’irrigazione delle aiuole), raccolta di acqua piovana pregiata, educazione all’adozione di dispositivi per il risparmio dell’acqua in casa e nelle attività produttive.
9. Bonifica ambientale dei siti contaminati – La perimetrazione del sito contaminato, ai fini della messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica, sia estesa alla effettiva area contaminata che, allo stato dello conoscenze, pare estesa linearmente almeno da Bussi fino a Pescara.
10. Riqualificazione e disinquinamento del Fiume – Basta con interventi sporadici, occasionali e privi di qualsivoglia logica pianificatoria per quanto riguarda il tratto terminale del fiume Pescara. Anche in assenza del piano di bacino, si proceda al completamento dell’eliminazione degli scarichi, alla loro effettiva depurazione, alla rinaturalizzazione dell’alveo, delle sponde ed alla realizzazione di un vero parco fluviale progettato con criteri naturalistici e non con la logica dei “giardinetti” sulle rive.
