Inizia il processo per BUSSI
COMUNICATO STAMPA
Lunedì 12 aprile 2010 inizia finalmente il processo per Bussi, esaurite le udienze preliminari!
Come noto, i lavori si apriranno con la comunicazione del GIP De Ninis sulle parti civili che verranno ammesse a partecipare allo svolgimento del processo. Le realtà (enti, associazioni, cittadini) non accettate non potranno più partecipare al dibattimento. Come ben sa chi ha seguito le prime fasi del processo, se fosse per la difesa (in particolare Montedison, ma anche Aca, Asl etc.), nessuno – a parte il Ministero Ambiente – sarebbe ammesso. La Montedison, bontà sua, accetterebbe al massimo il WWF, ma nessun’ altra associazione, nessun ente territoriale, Provincia e Regione comprese.
A fronte del reiterato NO delle difese alla presenza delle parti civili, nell’ultima udienza ha chiesto e ottenuto la parola la PM Mantini, per ribadire invece che – non per la pretesa del risarcimento economico del danno ambientale strettamente inteso, che è compito del Ministero dell’Ambiente, ma soprattutto per quello “immateriale” enorme subito dal territorio e dai suoi abitanti in termini di immagine, salute, pericolo, qualità ambientale e della vita ecc. – il compito degli enti territoriali e delle associazioni è fondamentale e importantissimo! Bussiciriguarda conta quindi di dover/poter continuare a partecipare ai lavori del processo, patrocinata dall’Avv. Veronica Dini del Foro di Milano. Processo che comunque non ha alcuna intenzione di abbandonare e che seguirà in ogni passaggio, riservandosi evidentemente ogni valutazione nel merito. Continuando però a ripetere, fino allo sfinimento, se necessario, CHE IL PROCESSO E’ SOLO UNO DEI FRONTI DELL’IMPEGNO PER IL RISANAMENTO DELLA VALPESCARA DAI VELENI DI BUSSI! E’ il luogo dove si accerteranno le responsabilità dell’accaduto e il risarcimento del danno, certo. Ma il danno è ancora tutto qui, nel nostro territorio, costituito dall’inquinamento che circola ancora indisturbato. Ed è assolutamente inammissibile che ancora oggi , a tre anni dalla scoperta, a 2 dopo la perimetrazione ufficiale del S.I.N., nessun atto per la messa in sicurezza dei rifiuti chimici e per la prevenzione della salute della popolazione e dell’ambiente dalle conseguenze di tale avvelenamento sia stato adottato! In spregio a tutte le normative in vigore! E su questo soprattutto che continueremo a parlare e fare iniziative, chiusa l’udienza di lunedì..
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